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Cig per 470mila: quasi tre miliardi di reddito in meno [IlSole24h]

16 ottobre 2011
By admin

 

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Giorgio Pogliotti

ROMA.
A causa della crisi da gennaio a settembre sono in cassa integrazione 470mila lavoratori, con una perdita complessiva di 2,8 miliardi di reddito, pari a 5.980 euro ciascuno.

La stima è dell’osservatorio della Cgil, che rielabora i dati dell’Inps traducendo le ore di Cig autorizzate in lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 39 settimane lavorative, evidenziando un’assenza completa dall’attività produttiva per circa 470mila, di questi 200mila sono in cassa integrazione straordinaria e 160mila in cassa in deroga. Cifre grosso modo analoghe sono calcolate dagli osservatori di Uil (491mila lavoratori) e Cisl (circa 500mila), anche se il sindacato di Raffaele Bonanni considera anche il dato del “tiraggio” relativo al mese di giugno (solo il 45,52% delle ore di Cig autorizzate sono state realmente utilizzate), ipotizzando un numero compreso tra i 200 e i 300mila lavoratori equivalenti. Ovviamente se si considera, invece, un ricorso medio alla Cig pari al 50% del tempo lavorabile globale (20 settimane) il numero di lavoratori equivalenti posti parzialmente fuori dall’attività produttiva è destinato a lievitare (930mila secondo la Cgil).

Lo studio della Cgil, peraltro, mette in luce anche la crescita del numero di aziende che fanno ricorso alla cassa integrazione straordinaria: tra gennaio e settembre i decreti sono stati 5.267 (+7,93% sul 2010), ed hanno riguardato 7.971 unità aziendali territoriali (+18,51% su gennaio-settembre 2010). Per quasi il 60% sono dovuti a crisi aziendali, anche se il dato è in calo di circa l’11%. Mentre cresce, rispetto al 2010, il numero di domande di ricorso al fallimento (+64,18%), o al concordato preventivo (+55,63%), così come i contratti di solidarietà (+73,91%) che rappresentano il 21,26% dei decreti. Piuttosto marginale è la quota di domande di ristrutturazione aziendale (3,23%) o di reinvestimento e rinnovamento strutturale (7,37% dei decreti).«Se l’economia rallenta – commenta Vincenzo Scudiere (Cgil) – la qualità della cassa, a differenza di quanto sostiene il ministro Sacconi, peggiora, con un aumento di straordinaria e deroga. Nel frattempo sono 191 i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico che riguardano settori trainanti dell’economia».

Quanto alla Cisl, sottolinea che pur proseguendo la riduzione tendenziale della cassa integrazione, da qualche mese sotto le 100 milioni di ore (con un calo del 19% sul 2010), dichiarando «grande preoccupazione» per il nuovo aumento delle ore di Cig di settembre, rispetto agli ultini 2-3 mesi. «A fronte di richieste così elevate – sottolinea Giorgio Santini – vanno attivate le politiche attive per il reimpiego, estendendole a tutti i lavoratori in Cig, con percorsi specifici per chi è vicino alla scadenza del sostegno al reddito, in collegamento con i fabbisogni formativi». Per Guglielmo Loy (Uil) «la quantità di cassa integrazione necessaria al nostro sistema produttivo rimane troppo elevata», i dati fotografano la «perdurante fase di incertezza che, con i ritmi di crescita attuali, costringe le imprese a considerare l’utilizzo di questo ammortizzatore sociale non più come un elemento straordinario, ma strutturale e funzionale a garantirne la sopravvivenza».

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