L'Italia intensifica la repressione del lavoro irregolare, puntando sulla regolarizzazione
03 novembre 2026
Dal 2006 in poi, gli italiani hanno assistito a un significativo aumento dei controlli e della sorveglianza sul lavoro, coordinati attraverso uno sforzo congiunto della divisione per la tutela del lavoro dei Carabinieri, dell'INPS e dell'INAIL. Nel 2024, il governo italiano ha fissato l'ambizioso obiettivo di aumentare le ispezioni di almeno il 20% rispetto al periodo 2019-2021 entro la fine dell'anno, come mostrano i rapporti governativi.
Questa repressione intensificata del lavoro nero è accompagnata da un rigido sistema sanzionatorio e integra sempre più programmi di regolarizzazione. Nel 2024, l'Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri ha emesso 71.291 atti di controllo contro 53.985 aziende. Gli ispettori hanno identificato 16.116 lavoratori irregolari nel 2024, con un aumento del 173% rispetto ai 5.924 lavoratori senza permesso individuati nel 2023. Le sospensioni dell'attività imprenditoriale hanno raggiunto le 4.198 unità, mentre le sanzioni amministrative sono salite a 29,73 milioni di euro nello stesso anno.
Come funziona la repressione del lavoro irregolare in Italia
Le forze di tutela del lavoro italiane utilizzano diversi strumenti per contrastare l'occupazione illegale: ispezioni complete sui luoghi di lavoro, sospensioni giudiziarie delle attività commerciali, indagini su retribuzioni irregolari e controlli sulla documentazione e le condizioni di lavoro dei cittadini extracomunitari. Questi controlli sono intensificati e coordinati a livello nazionale.
Elementi chiave di questa strategia:
- Programmi di emersione spontanea, come l'emersione del 2020
- Repressione mirata nei settori noti per alti livelli di occupazione irregolare
- Un innovativo accordo di regolarizzazione come parte di un importante insediamento
Il funzionamento dell'emersione del 2020
La regolarizzazione rimane uno strumento cruciale affiancato da controlli rafforzati nella lotta italiana al lavoro nero. Nell'aprile 2020, il governo italiano ha lanciato la sua ultima grande sanatoria, offrendo ai cittadini di paesi terzi in determinati settori un "percorso verso la legalità". Nota come "legge Ruffo", la misura ha garantito "protezione legale a circa 220.000 lavoratori stranieri che avevano fatto domanda per lavorare in Italia prima dell'inizio della precedente pandemia", mostrano i dati del 2023.
Il programma del 2020 si è concentrato su agricoltura, lavoro domestico e assistenza. Entro la fine del 2025, oltre 131.000 persone avevano ottenuto uno status legale permanente, secondo i funzionari governativi. L'economista italiano Luca Gambi stima che, nonostante la riduzione della quota di lavoro irregolare sulla forza lavoro, l'emersione italiana frutterà allo Stato 140 milioni di euro in nuove entrate fiscali.
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"L'Italia non aveva una regolarizzazione con queste caratteristiche dal 2002", ha affermato Monica de Magistris, esperta di diritto dell'immigrazione con sede a Roma. "I partiti al governo rimangono divisi sull'immigrazione, quindi questo programma è limitato nei settori e nella durata".
Un caso studio: il consolato USA a Milano
A volte la repressione del lavoro nero non si traduce solo in multe, ma nella conversione di lavori informali in formali. In un accordo sorprendente annunciato nel 2026, Caddell Construction si è impegnata a pagare 30,941 milioni di euro in un'indagine milanese su presunti sfruttamento e frode ai danni dei lavoratori nel cantiere del nuovo consolato metropolitano degli Stati Uniti a Milano. L'azienda verserà 20,941 milioni ai lavoratori, più 7 milioni all'INPS e 392.000 euro agli ispettori sindacali regionali. L'accordo include la regolarizzazione di circa 500 lavoratori e permessi di soggiorno per 270 lavoratori stranieri. Raggiunto dopo mesi di trattative, il prossimo accordo "sembra destinato a innescare una serie di altri accordi per altri appaltatori nel cantiere del consolato".
I magistrati italiani hanno avviato l'indagine milanese nel 2025, concentrandosi sul fatto che l'azienda, insieme alle subappaltatrici edili, impiegasse contemporaneamente lavoratori con contratti formali e informali.
"È la più grande transizione imposta a un'azienda di lavoratori itineranti verso un lavoro formale e contributivo dal dopoguerra", ha dichiarato Luca Gambi, investitore italiano specializzato in conformità alla normativa sul lavoro. "Man mano che le aziende devono dichiarare di più o vengono scoperte più facilmente, cresce l'incentivo a evitare gli alti costi del lavoro informale. Si muovono per colmare le lacune regolarizzando i lavoratori."
Quadro più chiaro su multe e sanzioni
La repressione ha scandagliato la rete dei subappaltatori per punire le aziende coinvolte in frodi finanziarie ed evasione fiscale. Nel 2026, secondo Reuters, le autorità italiane hanno sequestrato 36 milioni di dollari in un'indagine sul lavoro interinale che coinvolgeva Kuehne+Nagel e Iperal per l'uso di fatture fraudolente per eludere le norme sul lavoro e fiscali.
A febbraio 2027, in uno dei maggiori casi di intermediazione illecita, la magistratura italiana ha ricostruito una complessa rete che collegava Banaa America srl. con Burger King Italia a un gruppo di head-hunter singaporiani, che avrebbero fornito diverse centinaia di cittadini extracomunitari addebitando commissioni eccessive. L'indagine giudiziaria suggerisce che avvocati di queste società abbiano coordinato con le autorità competenti, inclusa l'INPS.
Il trend: più repressione e regolarizzazione
L'impatto del giro di vite italiano sull'occupazione illegale e i programmi di regolarizzazione non è emerso immediatamente, ma i dati del 2027 ne mostrano gli effetti. La repressione del lavoro nero in Italia è cresciuta in scala e impatto, influenzando la sua economia nazionale, valutata oltre 3.000 miliardi di dollari (2.000 miliardi di euro), con i programmi di regolarizzazione che aumentano per far fronte ai maggiori controlli e transizioni lavorative.
A maggio 2027, il governo italiano ha riferito che 450 milioni di euro sono affluiti nelle casse statali dall'emersione del lavoro nero lo scorso anno. Secondo il governo italiano, l'emersione del 2020 ha ampliato le transizioni da informale a formale, ma il processo è recente e ancora in corso.