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	<title>ESTERNALIZZATI</title>
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	<description>La sicurezza del potere si fonda sull&#039;insicurezza dei cittadini – Leonardo Sciascia</description>
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		<title>Otto per mille ai Valdesi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 22:37:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Salva la democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/8per-mille-ai-valdesi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4674" title="8per mille ai valdesi" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/8per-mille-ai-valdesi.jpg" alt="" width="704" height="385" /></a></p>
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		<title>L’appello di don Farinella ai cattolici: “Votiamo Pisapia e De Magistris” [MicroMega]</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 22:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Salva la democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Non voteremo per i candidati di destra, appoggiati da Berlusconi, Bossi, Casini e Fini perché come cattolici vogliamo porre un segno fermo di svolta morale e di svolta politica. Vi siamo obbligati, se vogliamo essere coerenti con la nostra fede e la grande, bella e sublime Costituzione italiana&#8221;. di Paolo Farinella, prete Scrivo a voi, donne e uomini che credete in Cristo, abitanti nelle città di Milano, di Napoli, di Cagliari e di tutti gli altri Comuni, piccoli e grandi, chiamati alle urne per il ballottaggio delle amministrative del 29/30 maggio 2011. Scrivo a voi, preti, religiosi e religiose di professione che vivete nelle città degli uomini e siete tesi con le vostre comunità alla «Teologia del Bene Comune», cuore del vangelo incarnato nell’intimo della Storia e che noi chiamiamo un po’ pomposamente «Dottrina Sociale della Chiesa». Vi scrivo da compagno di viaggio di Storia e di Fede che non ha pretese di rappresentanza, ma solo con la nudità della mia coscienza che sente l’urgenza del momento drammatico che il nostro Paese sta attraversando e il pericolo in cui può incorrere anche per colpa o omissione nostra. Chiamati ad essere testimoni del mistero dell’incarnazione, sarebbe grave colpa se noi fossimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">
<p><div id="attachment_4670" class="wp-caption aligncenter" style="width: 601px"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Michelangelo-Cappella-Sistina-Part.jpg"><img class="size-full wp-image-4670" title="Michelangelo Cappella Sistina Part" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Michelangelo-Cappella-Sistina-Part.jpg" alt="" width="591" height="422" /></a><p class="wp-caption-text">Michelangelo, Cappella Sistina (Particolare)  -  immagine estranea all&#39;articolo</p></div></h3>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #808000;"><em>&#8220;</em><em>Non voteremo per i candidati di destra, appoggiati da Berlusconi, Bossi, Casini e Fini perché come cattolici vogliamo porre un segno fermo di svolta morale e di svolta politica. Vi siamo obbligati, se vogliamo essere coerenti con la nostra fede e la grande, bella e sublime Costituzione italiana&#8221;.</em></span></h3>
<p><span style="color: #993366;"><em> </em></span></p>
<p><em>di <strong>Paolo Farinella</strong>, prete</em></p>
<p style="text-align: justify;">Scrivo a voi, donne e uomini che credete in Cristo, abitanti nelle città di Milano, di Napoli, di Cagliari e di tutti gli altri Comuni, piccoli e grandi, chiamati alle urne per il ballottaggio delle amministrative del 29/30 maggio 2011. Scrivo a voi, preti, religiosi e religiose di professione che vivete nelle città degli uomini e siete tesi con le vostre comunità alla «Teologia del Bene Comune», cuore del vangelo incarnato nell’intimo della Storia e che noi chiamiamo un po’ pomposamente «Dottrina Sociale della Chiesa».</p>
<p style="text-align: justify;">Vi scrivo da compagno di viaggio di Storia e di Fede che non ha pretese di rappresentanza, ma solo con la nudità della mia coscienza che sente l’urgenza del momento drammatico che il nostro Paese sta attraversando e il pericolo in cui può incorrere anche per colpa o omissione nostra. Chiamati ad essere testimoni del mistero dell’incarnazione, sarebbe grave colpa se noi fossimo per scelta «forestieri» o peggio «stranieri» nella nostra stessa Patria terrena e con la nostra complicità permettessimo che il Paese precipitasse in un degrado senza più ritorno dove l’hanno inchiodato le politiche e i governi di Berlusconi/Bossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per 17 anni la maggioranza dei cattolici ha votato questi epigoni del demonio che hanno sempre realizzato il loro tornaconto individuale e di gruppo, sacrificando sull’altare del moloch dell’egoismo e del razzismo ogni idea e parvenza del «Bene Comune», tramutato in «Interesse Privato» delle Istituzioni e dello Stato fino al punto di ridurre il Parlamento a scuderia di un solo uomo. Abbiamo assistito all’indecenza ignobile di rappresentanti del Popolo italiano venduti e comprati in funzione del mero potere satanico da cui Gesù ci ha messo in guardia. In questo Parlamento sempre più somigliante ad un suq da suburra, i cattolici senza nemmeno turarsi il naso hanno firmato e approvato leggi e decreti che gridano vendetta al cospetto di Dio, tutte contrarie all’etica cristiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto di più perverso si potesse immaginare in natura, Berlusconi e Bossi lo hanno fatto e i cattolici hanno approvato, condiviso e accettato, confondendo il fine con i mezzi, senza forse rendersi conto. Secondo la morale cattolica, però, il fine buono non giustifica mai i mezzi cattivi. In buona fede, molti cattolici li hanno votati e sostenuti perché pensavano che «un governo cattolico», decisamente schierato in difesa della «civiltà cristiana» avrebbe fatto «leggi cattoliche» come difendere il crocifisso nei locali pubblici, negare il riconoscimento alle coppie di fatto, il testamento biologico inerente la fine della vita, le decisioni in punto di morte e i finanziamenti alle scuole private che per circa l’80% sono cattoliche.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questi versanti i cattolici e le cattoliche hanno seguito le indicazioni del magistero gerarchico che in materia ha coniato l’efficace formula «principi non negoziabili», in nome dei quali i vescovi e il papa stesso hanno abdicato dal loro ministero profetico e si sono assisi alla mensa dell’immoralità, contrattando come qualsiasi altra lobby interessi e tornaconti. In cambio del silenzio su leggi immonde e anticristiane come la Bossi/Fini o quella sulla finta sicurezza che equipara il clandestino immigrato a delinquente, colpevole solo perché povero, immigrato, in fuga dalla fame. Noi cattolici, a cominciare dal papa, passando per i cardinali e i vescovi che esercitano autorità e fino a me, ultimo dei credenti sulla terra, siamo complici di sterminio e di delitti contro l’umanità perché abbiamo dato mandato al governo di uccidere gli immigrati nel momento stesso in cui il parlamento vuole obbligare i medici a nutrire con la forza i moribondi già morti, ma apparentemente respiranti. Difendiamo il crocifisso ornamento e abbiamo ucciso il Crocifisso incarnato nei disperati.</p>
<p style="text-align: justify;">Allo stesso modo siamo complici di tutti i tagli allo stato sociale che hanno gettato nel caos le scuole pubbliche a favore delle private, che hanno assassinato strati interi di popolazione di poveri, di portatori di handicap, di famiglie monoreddito. La morale cattolica insegna che sul piano delle intenzioni <em>è tanto ladro chi ruba materialmente quanto chi fa il palo senza sporcarsi materialmente le mani</em>. Abbiamo tollerato un presidente del consiglio che induce alla prostituzione minorenni in case di sua proprietà, ma protette dal segreto di Stato e quindi equiparate a residenze ufficiali; abbiamo assistito complici e silenti alla tratta delle prostitute pagate con soldi pubblici e trasportate con mezzi pubblici, cioè con denaro sottratto ai bisogni della povera gente. Abbiamo permesso che il parlamento e i parlamentari che in tv fanno i gargarismi con l’acqua benedetta, votassero e difendessero una trentina circa di leggi immorali, tutte scrupolosamente «ad personam», cioè la negazione pura e dichiarata del «Bene Comune», svilendo così il vangelo e le sue esigenze a mero mercimonio di prostituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto vescovi che si sono inginocchiati davanti a Berlusconi (vescovo di Sassari); vescovi che in campagna elettorale lo hanno accolto sul sagrato della chiesa in pompa magna (vescovo di Cagliari); vescovi che lo hanno difeso a spada tratta come benefattore (vescovo dell’Aquila); vescovi che hanno giustificato le sue bestemmie (mons. Fisichella, responsabile pontificio della nuova evangelizzazione euro-pea (si!!!); vescovi che invece di condannare la sua condotta immorale hanno taciuto (Bagnasco, Bertone, Papa) oppure hanno condannato chi lo condannava, tacciandoli di «falsi moralisti» (card. Scola di Venezia al Meeting di Rimini 2010). Che dire poi delle leggi razziste a favore solo dei ricchi e della criminalità organizzata, degli uomini di mafia e delle donnine portate in parlamento o in Europa con lauti stipendi in cambio della loro protezione o dei favori sessuali?</p>
<p style="text-align: justify;">Se non ci convertiamo, noi siamo colpevoli come Berlusconi/Bossi e più di loro perché siamo complici consapevoli e da uno come Berlusconi/Bossi accettiamo il prezzo della prostituzione. A costoro che in Italia vogliono instaurare una religione civile senza Cristo, abbiamo dato il mandato ignobile di difendere il «crocifisso», ben sapendo che lo avrebbero usato come arma contundente per difendere i loro interessi e opporre la «civiltà cristiana» come argine alla massa di diseredati che vengono in Europa come tanti <em>Lazzari </em>in cerca di avanzi che cadono dalla tavola dei gaudenti miscredenti che prosperano con la benedizione della gerarchia cattolica e l’insipienza dei cattolici praticanti. Vanno in chiesa, praticano molto, fanno la comunione e votano Berlusconi, il corrotto e corruttore, utilizzatore di prostitute minorenni e non, evasore fiscale, alleato di mafia e camorra, uomo senza principi e senza morale, spergiuro di professione e ladro per vocazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) insegna a tutti i cattolici che «La fede è un’adesione personale di tutto l’uomo a Dio che si rivela» (n. 176) e che: «Per essere umana la risposta della fede data dall’uomo a Dio deve essere volontaria» (n.160). Alla luce di questa «dottrina certa» come possono i cattolici pretendere che il parlamento e il governo compiacente possano varare leggi particolari per imporre una visione etica o cattolica dell’esistenza? Non è una contraddizione e una usurpazione, e anche un tradimento della fede in Gesù Cristo, che invece dovremmo «testimoniare» con la vita e proporre con l’esempio, la parola e gli stili di vita?</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un presidente del consiglio dichiara pubblicamente che mai varerà una legge che dispiaccia al Vaticano, non dovremmo essere noi stessi a rifiutare questo cesaropapismo e rimandarlo al mittente, di-cendo con chiarezza che i cristiani non hanno bisogno di leggi speciali, ma solo della libertà per invitare gli uomini e le donne del loro tempo a misurarsi con la proposta esaltante di Gesù che essi rivelano con la loro vita e la loro trasparenza senza supporti di uomini miscredenti e gruppi idolatrici che ogni giorno rinnegano la morale e la dottrina cattolica e si esibiscono in culti pagani come il rito dell’ampolla al «dio Po» o i matrimoni celtici? Come è possibile ad un cattolico convivere con codesti simulacri idolatri?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è mai troppo tardi. Il 29/30 maggio come cattolici abbiamo la possibilità di riscattarci e di dare un segnale al Paese e ai politici: noi vogliamo stare dalla parte degli onesti, dei corretti, dei politici che si sforzano di servire il «Bene Comune», che non fanno promesse mirabolanti che non potranno mantenere solo per raccattare qualche etto di voti. Noi non stiamo con chi vuole il potere ad ogni costo per spartirsi la torta dei soldi pubblici rubandoli ai poveri, alla scuola e per fare i propri porci comodi, noi appoggiamo chi promette legalità per restituire al popolo oppresso la dignità dell’onore e del diritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi appoggiamo e votiamo uomini non credenti come Pisapia a Milano perché proprio in quanto non credente è serio, degno, onesto e rispettoso di tutte le fedi e siamo certi che nulla farà contro la religione cattolica, ma la rispetterà con scrupolo e coerenza. Il suo programma è lo specchio fedele del «Bene Comune» come descritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica perché nonostante le invettive e le falsità su di lui, realizzate ignominiosamente da una donna senza dignità, ma ricca di milioni, egli ha promesso di governare Milano e tutti i Milanesi senza discriminazione. Noi voteremo De Magistris a Napoli che da uomo di Legge, sicuramente porrà un argine alto alla camorra e alla politica della compravendita restaurando la legge dei diritti che mai per un cattolico potranno essere concessioni di un delinquente e di un corrotto. In tutte le città e villaggi dove si vota per il ballottaggio, noi non voteremo per i candidati di destra, appoggiati da Berlusconi, Bossi, Casini e Fini perché come cattolici vogliamo porre un segno fermo di svolta morale e di svolta politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dovessero vincere Berlusconi e Bossi e i loro giannizzeri, l’Italia sarebbe perduta e il senso di legalità e di moralità scomparirebbero definitivamente anche dall’orizzonte delle generazioni future. In Gen 4,10 quando Dio chiama al rendiconto Caino, nel testo ebraico non dice «il sangue di tuo fratello grida dalla terra», ma usa il plurale: «la voce dei <em>sangui</em> di tuo fratello urlano a me dalla terra», come dire che Caino non ha ucciso solo Abele ma tutte le generazioni che da lui avrebbero potuto avere storia e non l’hanno avuta. Se i cattolici votano Berlusconi/Bossi, <em>la voce dei sangui delle generazioni future </em>si rivolteranno contro di noi e nel giorno del giudizio siederanno accanto a Dio e ci chiederanno conto non solo del presente, ma anche del futuro che consapevolmente abbiamo impedito.</p>
<p style="text-align: justify;">Che Dio illumini i cuori e le menti e nelle urne del 29/30 maggio, possano i cattolici respingere Berlusconi e le sue pompe e vergogne e scegliere la normalità pacata di Pisapia/De Magistris ponendo così le premesse per una era di riscatto e di onore che da lungo tempo abbiamo perduto. Vi siamo obbligati, se vogliamo essere coerenti con la nostra fede e la grande, bella e sublime Costituzione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Prego con e per voi.</p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>articolo di <span style="color: #ff0000;">Micro</span><span style="color: #333399;">Mega</span> in PDF: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/L-appello-di-don-Farinella-ai-cattolici.pdf">L appello di don Farinella ai cattolici</a></strong></p>
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		<title>Wind: incontro su piano industriale [Com OOSS Conf]</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 18:12:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[OOSS Confederali]]></category>
		<category><![CDATA[Wind]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 17 maggio c.a. si è tenuto a Roma l’incontro tra le linee dirigenziali del management di WIND, unitamente ai referenti delle Risorse Umane (HR), le OO. SS. Nazionali ed una delegazione di Segretari Territoriali ed RSU. L’incontro era molto atteso perché a valle del  cambio di proprietà intervenuto, con il passaggio al nuovo soggetto internazionale Vimpelcom La riunione è iniziata con le dichiarazioni da parte del responsabile degli affari regolatori ed istituzionali Romano Righetti sullo scenario complessivo del settore TLC, sulle strategie future dell’Azienda  e degli assetti regolatori ed istituzionalI rispetto alle dinamiche del settore nazionale ed internazionale. Obiettivo Wind è mantenere il livello di competizione  attraverso una strategia che comporti   investimenti sulla tecnologia in fibra ottica,investimenti sul mobile  e mantenimento delle tariffe di terminazione. Sul mobile  determinante sarà la   verifica delle disponibilità degli spettri di frequenze come  obiettivo per incrementare l’ampliamento dei servizi  , la banda 800 è occupata dalle tv locali , la disponibilità di queste frequenze  deve essere garantita   con la loro liberazione  prima di approcciare l’eventuale gara  per l’assegnazione. La riduzione dei valori  delle tariffe  di terminazione toglie risorse alle industry abbassando i ricavi  e comporta  di contro l’innalzamento delle tariffe dirette. Lo scenario regolamentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/wind-logo-italiano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4662" title="wind-logo-italiano" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/wind-logo-italiano.jpg" alt="" width="400" height="234" /></a></p>
<div></div>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 17 maggio c.a. si è tenuto a Roma l’incontro tra le linee dirigenziali del management di <strong>WIND</strong>, unitamente ai referenti delle Risorse Umane (HR), le OO. SS. Nazionali ed una delegazione di Segretari Territoriali ed RSU.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro era molto atteso perché a valle del  cambio di proprietà intervenuto, con il passaggio al nuovo soggetto internazionale Vimpelcom</p>
<p style="text-align: justify;">La riunione è iniziata con le dichiarazioni da parte del responsabile degli affari regolatori ed istituzionali <strong>Romano Righetti</strong> sullo scenario complessivo del settore TLC, sulle strategie future dell’Azienda  e degli assetti regolatori ed istituzionalI rispetto alle dinamiche del settore nazionale ed internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo Wind è mantenere il livello di competizione  attraverso una strategia che comporti   investimenti sulla tecnologia in fibra ottica,investimenti sul mobile  e mantenimento delle tariffe di terminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul mobile  determinante sarà la   verifica delle disponibilità degli spettri di frequenze come  obiettivo per incrementare l’ampliamento dei servizi  , la banda 800 è occupata dalle tv locali , la disponibilità di queste frequenze  deve essere garantita   con la loro liberazione  prima di approcciare l’eventuale gara  per l’assegnazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La riduzione dei valori  delle tariffe  di terminazione toglie risorse alle industry abbassando i ricavi  e comporta  di contro l’innalzamento delle tariffe dirette.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scenario regolamentare è importante per tutti gli operatori in Italia e a questo proposito serve una previsione di fattibilità e sostenibilità dei costi di terminazione. Opportune verifiche con gli enti  regolamentatori del settore si rendono necessari per evitare che il fenomeno “reseller”. L’obiettivo WIND  è continuare ad agire come <strong>operatore infrastrutturale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La riunione è continuata con l’intervento di <strong>Giuseppe Gola</strong>, direttore finanziario Wind, che ha delineato nel dettaglio i parametri finanziari elencando  i principali risultati 2010:  ricavi totali raggiungono 1.351 milioni di euro, in crescita del 4,3% rispetto a1.295 milioni di euro del primo trimestre 2010, EBITDA in aumento del 2,8% a 497 milioni di euro; margine a 36,8%; il Risultato operativo è in crescita a 264 milioni di euro, +9,7% rispetto ai 241 milioni di euro registrati nel I trimestre 2010 l’ indebitamento finanziario netto è pari 8.265 milioni di euro, in diminuzione rispetto a 8.415 milioni di euro al 31 dicembre 2010. I clienti della telefonia mobile sono in aumento del 7,7% a 20,3 milioni, i clienti della telefonia fissa voce pari a circa 3,1 milioni, in aumento del 7,3%, trainati dalla crescita dell’11,9% dei clienti voce diretti. I clienti broad band sono in crescita del 18,5% a 2,03 milioni,118 mila infine sono le nuove attivazioni nette nel trimestre.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ARPU da servizi di telefonia mobile nel primo trimestre dell’anno si attesta a 15,4 euro, in diminuzione rispetto a 16,1 euro registrati nel primo trimestre del 2010, l’ARPU totale da servizi di telefonia fissa ha registrato una lieve flessione attestandosi a 33,6 euro, la flessione è  principalmente legata all’effetto della riduzione delle tariffe di terminazione. L’ARPU da servizi broadband nello stesso periodo si attesta a 19,3 euro, in crescita del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 sarà sostanzialmente in linea con gli obiettivi individuati nel 2010: fisso (broadband), mobile e sviluppo canali di efficienza su base clienti. In termini di investimenti complessivi si prevedono circa 900-950 M.ni/euro,in linea con i valori 2010, di cui l’80% destinato a network, come confermato da <strong>Nicola Grassi</strong> responsabile Network Develepment, comprensivo degli investimenti sul fisso-ULL per l’incremento dei siti ULL e  sulla rete mobile è prevista una crescita  con l’obiettivo della network parity UMTS/HSDPA: 2400 siti radio mobile  con la previsione 2011  attestata su  3000 siti , valori da tenere per altri due anni con il fine dell’incremento  della rete per la copertura  e capillarità  anche della rete 2G.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maxmiliano Ibarra</strong>, responsabile BU Consumer, ha annunciato lo sviluppo del mercato nei vari segmenti di mercato, incluso il segmento consumer alto spendente e SME/SOHO ed il segmento Mobile Internet.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Obiettivo 2011 è l’ulteriore incremento della qualità del servizio </strong>e l’ampliamento della rete dei negozi con la prossima apertura  del nuovo punto vendita su Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gabrile Sgariglia</strong>, direttore Operatione del Network, ha sottolineato i piani di ottimizzazione dei costi attraverso la leva economica delle rinegoziazioni dei contratti di locazione uniti a progetti di condivisione  dei siti con altri operatori, ha annunciato inoltre il piano di studio sulla rete, da parte di una società esterna, al fine di ricercare una soluzione esterna per migliorare ulteriormente  i livelli di efficacia ed efficienza ricercati nel network e non più disponibili internamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore del personale <strong>Maurizio Mongardi</strong> nel fornire i  numeri dell’organico a dicembre 2010, pari a circa 7.114 persone, ha anche ribadito il ruolo della formazione in Azienda confermandone il ruolo  nella crescita professionale dei lavoratori Wind.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l’esposizione dell’AD, le OO.SS. e la delegazione hanno effettuato alcune riflessioni e richieste di chiarimento. In particolare è stato sottolineato come Segreterie Nazionali che il modello di Wind ha raggiunto un equilibrio ed un’efficienza proprio perché non ha inseguito suggestione di altri, ma ha saputo sviluppare un proprio approccio, passando da una competizione basata esclusivamente sulla convenienza delle tariffe ad una qualità tecnologica della rete e ad una qualità nei servizi di assistenza tanto da essere divenuto un competitor forte anche rispetto a Vodafone e Telecom Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La qualità della rete è oggi un punto di forza, così come il livello di manutenzione, implementazione e sviluppo tanto delle infrastrutture mobili che di rete fissa. Proprio per la sua strategia di non essere la “lepre” del mercato, ma un operatore che guarda agli altri ma costruisce una propria strategia complessiva di brand, di servizi e di tecnologie, <strong><span style="text-decoration: underline;">riterremmo un grave errore prima di tutto industriale, inseguire suggestioni come quelle che per esempio sta interessando Vodafone, con la cessione della manutenzione a Ericsson</span></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Wind rischierebbe di tornare indietro di anni, di perdere i suoi margini di maggior competitività che l’hanno fatta l’operatore con la maggior redditività relativa nel mercato italiano. <strong><span style="text-decoration: underline;">Wind si deve caratterizzare ancora di più nel futuro per la qualità delle sue reti, tenendole in casa e sviluppandole</span></strong>. Per tanto, preso atto che è allo studio un possibile cambio di modello (studi se ne sono sempre fatti, pensiamo al progetto Torri, poi non attuato) ma che nulla è stato ancora deciso, come Segreterie Nazionali abbiamo invitato l’azienda a non commettere un errore proprio di modello di business, che non solo vedrebbe il sindacato contrario per gli eventuali impatti occupazionali, ma che metterebbe a rischio i successi di Wind. Successi ottenuti con una serie di riorganizzazioni che il sindacato ha accompagnato, proprio perché dentro un modello di valorizzazione delle risorse all’interno del perimetro aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre come Sindacato abbiamo evidenziato che, con l’acquisizione da parte di Vimpelcom, la situazione debitoria è molto migliorata, gli utili sono in crescita e se mai, più che operazioni di riduzioni eventuali, Wind è oggi nelle condizioni di essere predatore e non preda sul mercato italiano, cioè di poter anche comprare aziende al fine di rafforzarsi ulteriormente.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto l’azienda ha precisato che:</p>
<p style="text-align: justify;">-       lo studio è uno dei tanti modelli teorici su cui i consulenti di Wind ogni anno si esercitano (appunto come fu il progetto Eiffel);</p>
<p style="text-align: justify;">-       che nessuna decisione è stata presa e che si è solo all’inizio dello studio che sarà comunque completato nei prossimi mesi;</p>
<p style="text-align: justify;">-       che prende atto e rifletterà sulle osservazioni del Sindacato;</p>
<p style="text-align: justify;">-       che non esclude, visti i nuovi assetti, di “guardarsi intorno” rispetto ad altri piccoli player che potrebbero potenziare e completare la gamma di servizi offerti da Wind;</p>
<p style="text-align: justify;">-       che in ogni caso, viste le buone relazioni sindacali, il dialogo preventivo e la discussione franca rimarranno i propri “must” nel rapporto con le OO.SS.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Segreterie Nazionali prendiamo atto delle dichiarazioni, ma <strong><span style="text-decoration: underline;">vigileremo come sempre sulla situazione aziendale</span></strong>, pronti a mobilitarci a tutela sempre e comunque dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori. Questo a partire già dai prossimi mesi che ci vedranno impegnati nella definizione della piattaforma per il rinnovo del 2° livello in vista dell’autunno.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">Roma, 20 maggio 2011</span></p>
<p style="text-align: center;"><em>Le Segreterie Nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Comunicato: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/WIND-inc-piano-industriale-17-5-11.doc">WIND inc  piano industriale 17-5-11</a></em></strong></p>
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		<title>Cessione di Ramo d&#8217;Azienda e decreti ingiuntivi [di Stefano Torcellan]</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 23:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esternalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sentenze e dispositivi]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Torcellan]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ampiamente diffuso e accertato, le cessioni di ramo d’azienda sono state –e continuano ad essere- un grosso smacco, dal punto di vista legale, per Telecom Italia SpA. I migliori e i più ben pagati avvocati d’Italia, nulla hanno potuto fare contro operazioni rivelatesi legalmente sbagliate e scorrette. Purtroppo è stato un grande fiasco anche per i sindacati confederali, non solo perché alle esternalizzazioni di Telecom, di fatto, non si sono mai opposti …  anzi, ma anche perché hanno avuto l’arroganza (o la dubbia compiacenza) di voler risolvere le problematiche lavorative, che via via si generavano presso le NewCo (alle prese con impellenti e strumentali necessità dietetiche), unicamente attraverso accordi sindacali di mutuo soccorso, pianificati e standardizzati. Le vie legali erano pertanto improponibili ed “eticamente” incompatibili con il ruolo stesso del sindacato degli avalli. Se, però, dovessimo valutare queste operazioni nel complesso, le sacrosante ragioni dei lavoratori vittoriosi si contrapporrebbero con tutte quelle delusioni maturate nel corso dei lunghi anni di attesa. Attesa di definizioni giuridiche favorevoli e risolutive. Attesa della fine dell’esilio nelle NewCo. Attesa della perduta serenità. Attesa della cessazione dello sforzo economico che una controversia legale richiede. Telecom, per contro, stante la sua imponenza economico-organizzativa ha potuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Masaccio-la-cacciata-dal-paradiso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4655" title="Masaccio la cacciata dal paradiso" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Masaccio-la-cacciata-dal-paradiso.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a>Come ampiamente diffuso e accertato, le cessioni di ramo d’azienda sono state –e continuano ad essere- un grosso smacco, dal punto di vista legale, per Telecom Italia SpA. I migliori e i più ben pagati avvocati d’Italia, nulla hanno potuto fare contro operazioni rivelatesi legalmente sbagliate e scorrette.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo è stato un grande fiasco anche per i sindacati confederali, non solo perché alle esternalizzazioni di Telecom, di fatto, non si sono mai opposti …  anzi, ma anche perché hanno avuto l’arroganza (o la dubbia compiacenza) di voler risolvere le problematiche lavorative, che via via si generavano presso le NewCo (alle prese con impellenti e strumentali necessità dietetiche), unicamente attraverso accordi sindacali di mutuo soccorso, pianificati e standardizzati. Le vie legali erano pertanto improponibili ed “eticamente” incompatibili con il ruolo stesso del <strong><em>sindacato degli avalli</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, però, dovessimo valutare queste operazioni nel complesso, le sacrosante ragioni dei lavoratori vittoriosi si contrapporrebbero con tutte quelle delusioni maturate nel corso dei lunghi anni di attesa. Attesa di definizioni giuridiche favorevoli e risolutive. Attesa della fine dell’esilio nelle NewCo. Attesa della perduta serenità. Attesa della cessazione dello sforzo economico che una controversia legale richiede.</p>
<p style="text-align: justify;">Telecom, per contro, stante la sua imponenza economico-organizzativa ha potuto sopportare senza troppo traballare, la quasi totalità di sconfitte nelle controversie sulle cessioni di ramo d’azienda. E quell’ “attesa” dei lavoratori, gioca tuttora a suo favore, concretizzando il periodico sfoltimento di personale, in un investimento a medio termine. Complici le NewCo, corrisposte con generose e reiterate “<strong><em>mannacommittenze</em></strong><em>”</em> e le supposte ristrettezze dovute alla crisi economica, che hanno acutizzato le modalità di espulsione dei lavoratori esternalizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per uscire da una condizione di inerzia, se non di affossamento, era necessario riconfermare le vittorie legali con altre forme di controversia che le integrassero. La forma più immediata, anche se, per certi versi, “azzardata”, consisteva nel richiedere i mancati stipendi che Telecom Italia Spa avrebbe dovuto corrispondere ai lavoratori vittoriosi fin dal primo grado di giudizio, al verificarsi di determinate condizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Così come attestano le sentenze, alcune delle quali si allegano in calce, i giudici di Roma hanno ritenuto leciti alcuni decreti ingiuntivi, promossi dai lavoratori, rigettando l’opposizione di Telecom. Sentiamo dalle stesse parole del giudice le motivazioni: <span style="color: #800000;"><em>“…</em><em>ritenere che il cedente possa non ottemperare la sentenza dichiarativa della nullità della cessione porta a conseguenze aberranti, in quanto legittima la mancata ottemperanza all&#8217;ordine giudiziale senza alcuna concreta conseguenza per il datore di lavoro, posto che egli, che frappone un ostacolo da sé creato alla riammissione in servizio presso la propria azienda del lavoratore, lucra in tal modo anche la mancata corresponsione allo stesso della retribuzione, che continua ad essere corrisposta dal cessionario e prelude e preclude al lavoratore ogni ragione risarcitoria.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><em>Ciò è viepiù stridente con l&#8217;ordinamento laddove la dichiarazione di nullità della cessione abbia riguardato società strettamente collegate, di cui una fornisce le commesse (la maggior parte delle commesse) all&#8217;altra, come appare verosimile nel caso di specie. [...] Nel caso di specie, e conclusivamente, deve affermarsi il diritto alla retribuzione da parte del xxx e nei confronti di Telecom Italia spa, senza che possa esservi luogo a detrazione di quanto percepito dallo stesso e riveniente da HP DCS, non costituendo la retribuzione mensile dovuta dall&#8217;opponente risarcimento del danno [...] bensì adempimento dell&#8217;obbligazione reributiva. L&#8217;opposizione di Telecom Italia spa deve, quindi, essere, integralmente rigettata. …”</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta che il lavoratore vittorioso constata l’annullamento della cessione di ramo d’azienda da parte del Tribunale di competenza e offre la sua prestazione a Telecom, in quanto legalmente suo dipendente, dovrebbe ottenere il suo immediato ripristino in Telecom ed il pagamento della retribuzione. Tuttavia, come sempre accade, non ottenendo né questo né quello è discrezionalmente costretto ad “impugnare” la sentenza esecutiva non coercitiva (cioè non obbliga Telecom alla “riassunzione” del dipendente, fatta salva la sentenza di Cassazione), attraverso un decreto ingiuntivo, per tentare di ottenere gli stipendi che gli sarebbero spettati in qualità di effettivo dipendente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto ingiuntivo, si badi bene, non viene emesso per richiedere i danni, ma per obblighi contrattuali disattesi che definiscono l’azione esclusivamente sotto il profilo risarcitorio. Rifacciamoci ancora una volta alle parole di un altro giudice per chiarire l’assunto esplicitato: <span style="color: #800000;"><em>La Telecom non ha ottemperato all&#8217;ordine giudiziale e, non solo, non ha ripristinato di fatto il rapporto di lavoro degli odierni opposti, ma non ha neppure dato giuridica esecuzione all&#8217;obbligo di pagare le retribuzioni dovute a seguito della pronuncia di accertamento della sussistenza del rapporto di lavoro e dell&#8217;offerta dei lavoratori stessi. […] come noto, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato è un rapporto a prestazioni corrispettive di durata al quale, si applica la comune disciplina dei rapporti sinallagmatici tra cui l&#8217;art. 1453 c.c. per il quale &#8220;quando uno dei contraenti non adempie le proprie obbligazioni, l&#8217;altro può a sua scelta chiedere l&#8217;adempimento o la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso il risarcimento del danno&#8230;&#8221; &#8230; <strong><span style="text-decoration: underline;">è del tutto irrilevante che attualmente i lavoratori in causa prestino attività presso un altro datore di lavoro percependo la retribuzione</span></strong>&#8230; la retribuzione percepita dai lavoratori quale compenso per lo svolgimento di attività lavorativa per conto di altro datore di lavoro non può pertanto formare oggetto di decurtazione (a titolo di aliunde perceptum) da quanto dovuto da parte di Telecom in esecuzione dell&#8217;obbligo contrattuale</em> &#8230;”</span> [la sottolineatura e il grassetto sono del redattore]</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia va precisato che ogni richiesta di emissione di decreto ingiuntivo è a discrezione del giudice. Pertanto non è scontato il suo buon esito. Così come non è scontato che l’opposizione al decreto ingiuntivo da parte di Telecom Italia Spa, sia rigettata. Spesso è accolta ed il lavoratore deve restituire gli importi che gli erano stati somministrati attraverso l’azione legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene venga spontaneo concordare pienamente con le motivazioni delle sentenze che rigettano le opposizioni Telecom ai decreti ingiuntivi, allo stato attuale, forti delle decine di sentenze analizzate, si può senz’altro affermare che, <strong><span style="text-decoration: underline;">la causa per danni</span></strong>, contro Telecom, dopo anche la vittoria in primo grado di giudizio, offre di gran lunga maggiori garanzie rispetto al decreto ingiuntivo. Quest’ultimo, se andasse a buon fine, permetterebbe al lavoratore di ottenere una più che consistente soddisfazione economica, legata al credito degli stipendi mancati da Telecom. Ma la tendenza interpretativa dei giudici penalizza tali “azzardi”. Mentre è estremamente favorevole nel riconoscere nella maggioranza dei casi, il risarcimento per <em>aliunde perceptum</em> (differenza stipendi e pdr non corrisposta), ogni e qualsiasi danno nonché benefit, cui qualsiasi dipendente Telecom può accedere. Pertanto sarà quest’ultima la strada sicura da intraprendere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/GattoLogo40.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4645" title="GattoLogo40" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/GattoLogo40.jpg" alt="" width="40" height="48" /></a><span style="color: #888888;">stefano torcellan</span></em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #008000;"><em>articolo in PDF: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Cessione-di-Ramo-dAzienda-e-decreti-ingiuntivi.pdf">Cessione di Ramo d&#8217;Azienda e decreti ingiuntivi</a></em></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff9900;">SENTENZE  FAVOREVOLI AI LAVORATORI:</span></p>
<p><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Sentenza-HPDCS-13949-Trib-1°-Roma-1-lav-23_9_2010-POA1.pdf">Sentenza HPDCS 13949 Trib 1° Roma 1 lav 23_9_2010 POA</a></p>
<p><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Sentenza-HP-DCS-n-3778-27feb2008-Trib-RM-opposizione-Ding-POA.pdf">Sentenza HP DCS n 3778 27feb2008 Trib RM opposizione Ding POA</a></p>
<p><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Sentenza-Pirelli-RE-Property-Management-n-6558-14apr10-Trib-Roma-1°-POA1.pdf">Sentenza Pirelli RE Property Management  n 6558 14apr10 Trib Roma 1° POA</a></p>
<p><span style="color: #ff9900;">articoli precedenti sullo stesso tema: </span></p>
<p><a href="http://www.esternalizzati.it/?p=1195">http://www.esternalizzati.it/?p=1195</a> &#8211; <a href="http://www.esternalizzati.it/?p=506">http://www.esternalizzati.it/?p=506</a></p>
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		<title>La cosa Berlusconi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 22:58:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Libri & Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salva la democrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa pericolosamente simile ad un essere umano, una cosa che tiene feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un vomito profondo non riuscirà a sradicarla dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene e spezzare il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori basilari della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dalle zampe vischiose della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolesca nell’abusare delle parole, corrompendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, che è proprio il nome del partito con cui ha dato l’assalto al potere. Ho chiamato delinquente questa cosa e non me ne pento. Per motivi di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente possiede in Italia una carica negativa assai più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. E’ stato per tradurre in modo chiaro e contundente ciò che penso della cosa Berlusconi che ho usato il termine nell’accezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/berlusconi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4621" title="berlusconi" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/berlusconi.jpg" alt="" width="320" height="378" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa pericolosamente simile ad un essere umano, una cosa che tiene feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un vomito profondo non riuscirà a sradicarla dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene e spezzare il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori basilari della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dalle zampe vischiose della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un’abilità funambolesca nell’abusare delle parole, corrompendone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, che è proprio il nome del partito con cui ha dato l’assalto al potere. Ho chiamato delinquente questa cosa e non me ne pento. Per motivi di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente possiede in Italia una carica negativa assai più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. E’ stato per tradurre in modo chiaro e contundente ciò che penso della cosa Berlusconi che ho usato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli conferisce abitualmente, sebbene sia più che dubbioso che Dante lo abbia mai impiegato. Delinquenza, nel mio portoghese, significa secondo i dizionari e la prassi corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire a leggi o a modelli morali”. La definizione si adatta alla cosa Berlusconi senza una piega, senza una ruga, al punto da sembrare una seconda pelle più che l’abito che si mette addosso. Sono anni che la cosa Berlusconi continua a commettere delitti di variabile ma sempre dimostrata gravità. Inoltre, non solo disobbedisce alle leggi ma, peggio ancora, le fa fare a salvaguardia dei propri interessi pubblici e privati, di politico, di imprenditore e accompagnatore di minori, e quanto agli standard morali, non vale neanche la pena parlare, non c’è in Italia e nel mondo nessuno che non sappia che la cosa Berlusconi è ormai caduta da tempo nella più totale abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano per ben tre volte ha eletto per servirgli da modello, questo è il cammino della rovina verso cui si stanno trascinando i valori che di libertà e dignità impregnarono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, quelli che fecero dell’Italia dell’Ottocento, durante la lotta per l’unificazione, una guida spirituale dell’Europa e degli europei. E’ questo che la cosa Berlusconi vuole gettare nel cassonetto dei rifiuti della storia. E gli italiani, glielo permetteranno?</p>
<p style="text-align: justify;">Josè Saramago * (giugno 2009)</p>
<p style="text-align: justify;">PDF: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/La-cosa-Berlusconi.pdf">La cosa Berlusconi</a></p>
<div id="attachment_4622" class="wp-caption aligncenter" style="width: 237px"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/ultimo_quaderno_saramago.jpg"><img class="size-full wp-image-4622" title="ultimo_quaderno_saramago" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/ultimo_quaderno_saramago.jpg" alt="" width="227" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">Josè Saramago &quot;L&#39;Ultimo quaderno&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>* Josè Saramago “L’ultimo quaderno” – Feltrinelli ed. , Serie Bianca, 2010 – pag. 85, 86</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Vodafone: Slc-Cgil &#8220;Alta adesione a sciopero contro esternalizzazione rete&#8221; [Com. Slc Cgil]</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 19:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Vodafone]]></category>

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		<description><![CDATA[“La giornata di mobilitazione e di sciopero nazionale in tutto il gruppo Vodafone è andata benissimo, con adesioni superiori all’80% nella rete e oltre il 60% nei customer, con punte del 100% e del 90% in molte realtà da Bologna a Catania”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario nazionale di SLC-CGIL. “Lo sciopero di oggi è stato accompagnato da importanti manifestazioni e presidi a Milano, Roma, Bologna, Napoli e in tutte le altre principali città a dimostrazione non solo della contrarietà dei lavoratori alla cessione della manutenzione e dei 335 colleghi a Ericsson, ma anche e soprattutto per esplicitare la volontà di avere tutele occupazionali e industriali per tutti, compresi per chi rimane. Dobbiamo costringere l’azienda ad una trattativa che non sia finta, ma reale, a tutela di tutti i lavoratori”. “Le ragioni del sindacato e dei lavoratori sono oggi più forti – continua Genovesi – e l’azienda dovrà tenerne conto, senza nascondersi dietro facili proclami, belle parole e atteggiamenti ambigui. Ora sta all’azienda dimostrare le sue reali intenzioni, noi da parte nostre difenderemo le ragioni dei lavoratori fino in fondo, continuando a costruire con loro la vertenza e lasciando a loro l’ultima parola”. Roma, 20 maggio 2011 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/slc.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4628" title="slc" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/slc.jpg" alt="" width="180" height="229" /></a>“La giornata di mobilitazione e di sciopero nazionale in tutto il gruppo Vodafone è andata benissimo, con <strong>adesioni superiori all’80% nella rete e oltre il 60% nei customer</strong>, con punte del 100% e del 90% in molte realtà da Bologna a Catania”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario nazionale di SLC-CGIL.</p>
<p style="text-align: justify;">“Lo sciopero di oggi è stato accompagnato da importanti manifestazioni e presidi a Milano, Roma, Bologna, Napoli e in tutte le altre principali città a dimostrazione non solo della contrarietà dei lavoratori alla cessione della manutenzione e dei 335 colleghi a Ericsson, ma anche e soprattutto per esplicitare la volontà di avere tutele occupazionali e industriali per tutti, compresi per chi rimane. Dobbiamo costringere l’azienda ad una trattativa che non sia finta, ma reale, a tutela di tutti i lavoratori”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Le ragioni del sindacato e dei lavoratori sono oggi più forti – continua Genovesi – e l’azienda dovrà tenerne conto, senza nascondersi dietro facili proclami, belle parole e atteggiamenti ambigui. Ora sta all’azienda dimostrare le sue reali intenzioni, noi da parte nostre difenderemo le ragioni dei lavoratori fino in fondo, continuando a costruire con loro la vertenza e lasciando a loro l’ultima parola”.</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 20 maggio 2011</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Comunicato slc cgil: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Vodafone-com-slc-sciop-ero-20-5-11.pdf">Vodafone com slc sciop ero 20-5-11</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Contratto call center Festa/Snai-Cisl? No grazie!  [Com CUB]</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 19:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[FlmUniti-Cub]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacale]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire dal 25.03.2011 é stato presentato agli operatori del call center Festa s.r.l. l&#8217;accordo aziendale che prevede l&#8217;assunzione di tutti gli operatori telefonici con contratto a progetto. Lo stesso accordo è stato presentato anche ai lavoratori dello staff di Festa, una parte di questi lavoratori non ha firmato l’accordo per il passaggio al contratto aziendale e sono stati mandati in trasferta da Roma alla sede di Porcari (LU). Chi accetta deve licenziarsi (anche se assunto a tempo indeterminato) poi viene riassunto con il nuovo contratto ma deve firmare una transazione conciliativa di rinuncia al Contratto Nazionale presso gli uffici della Cisl. I lavoratori dello staff fino a fine Febbraio erano a conoscenza di un cambiamento contrattuale che prevedeva il passaggio dal CCNL COMMERCIO al CCNL TELECOMUNICAZIONI e che avrebbe interessato tutti i lavoratori. Solo ad inizio Marzo uno dei responsabili comunicava che il cambiamento di contratto consisteva nel rinunciare al CCNL e accettare un Accordo Aziendale. I lavoratori hanno chiesto di poter visionare con calma l&#8217;accordo definitivo e di poterlo far leggere a qualcuno di loro fiducia. Ma questo purtroppo non è stato concesso. Si tratta, quindi, di un accordo firmato tra la dirigenza di Festa e la Fistel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: 11px; line-height: 17px;"></p>
<div id="attachment_4606" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CISL-NO-GRAZIE2.jpg"><img class="size-full wp-image-4606" title="CISL NO GRAZIE" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CISL-NO-GRAZIE2.jpg" alt="" width="400" height="316" /></a><p class="wp-caption-text">immagine estranea al comunicato sindacale</p></div>
<p></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">A partire dal 25.03.2011 é stato presentato agli operatori del call center Festa s.r.l. l&#8217;accordo aziendale che prevede l&#8217;assunzione di tutti gli operatori telefonici con contratto a progetto. Lo stesso accordo è stato presentato anche ai lavoratori dello staff di Festa, una parte di questi lavoratori non ha firmato l’accordo per il passaggio al contratto aziendale e sono stati mandati in trasferta da Roma alla sede di Porcari (LU). Chi accetta deve licenziarsi (anche se assunto a tempo indeterminato) poi viene riassunto con il nuovo contratto ma deve firmare una transazione conciliativa di rinuncia al Contratto Nazionale presso gli uffici della Cisl.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavoratori dello staff fino a fine Febbraio erano a conoscenza di un cambiamento contrattuale che prevedeva il passaggio dal CCNL COMMERCIO al CCNL TELECOMUNICAZIONI e che avrebbe interessato tutti i lavoratori. Solo ad inizio Marzo uno dei responsabili comunicava che il cambiamento di contratto consisteva nel rinunciare al CCNL e accettare un Accordo Aziendale. I lavoratori hanno chiesto di poter visionare con calma l&#8217;accordo definitivo e di poterlo far leggere a qualcuno di loro fiducia. Ma questo purtroppo non è stato concesso.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><em><strong>Si tratta, quindi, di un accordo firmato tra la dirigenza di Festa e la Fistel – CISL di nascosto dai lavoratori che il sindacato stesso avrebbe dovuto rappresentare.</strong></em></span></h3>
<h4 style="text-align: justify;">Per quanto di nostra conoscenza fino al giorno della firma del contratto (23 marzo) la CISL non sembra avesse iscritti in azienda. Ci chiediamo a che titolo ha firmato l&#8217;accordo-capestro?</h4>
<h4 style="text-align: justify;">Non c&#8217;è altro nome da dare ad un contratto che porterà i lavoratori fissi (con il CCNL) alla precarietà, perdendo i diritti previsti da un contratto collettivo nazionale, e a chi aveva un contratto a progetto nella precarietà ce lo lascia.</h4>
<p style="text-align: justify;">-      Il contratto ha carattere sperimentale. Le parti (cioè CISL e FESTA s.r.l.) verificheranno con cadenza annuale la sostenibilità degli istituti convenuti. Se l&#8217;esperimento va male?</p>
<p style="text-align: justify;">-      Il contratto decorre fino al 31 marzo 2013, e dopo?</p>
<p style="text-align: justify;">-      Il contratto prevede che il 50% dello straordinario non sia pagato, e per il restante 50% la maggiorazione sarà solo del 5%!</p>
<p style="text-align: justify;">-      Il contratto prevede scatti d’anzianità ogni 3 anni anziché ogni 2 come stabilisce il CCNL</p>
<p style="text-align: justify;">-      Il contratto prevede una paga fissa molto bassa e una parte variabile (che  permetterebbe di arrivare ad uno stipendio quasi dignitoso) che si ottiene solo con il raggiungimento di obiettivi stabiliti dall&#8217;Azienda!!</p>
<p style="text-align: justify;">Meno di un anno fa Festa abbassò la paga oraria dei collaboratori a progetto da 6€ a 4€ perché l&#8217;azienda non riusciva a sostenere i costi. Come possiamo credere che ora Festa riesca a sostenere questi costi? E&#8217; strano che proprio ora che il 51% delle azioni di Snai sono state vendute, ora che tutta Snai è ferma per vedere i nuovi che cosa decidono di fare con il primo consiglio d’amministrazione, a Festa ci sia tutto questo gran da fare!</p>
<p style="text-align: justify;">La FLMUniti-CUB (il sindacato di base dei lavoratori delle TLC e Call center) si adopererà affinché non venga applicato questo contratto capestro assieme a tutti i lavoratori che vogliono opporsi e che condividono la rivendicazione di un contratto vero, <strong>di un Contratto Collettivo Nazionale per TUTTI</strong> che possa permettere ad ogni lavoratore di pensare al futuro!</p>
<p style="text-align: justify;">Diverse sentenze hanno riconosciuto l’irregolarità dei contratti a progetto e che il rapporto di lavoro deve essere diretto e a tempo indeterminato. Perciò la CUB rivendica che i rapporti di lavoro a progetto in Festa-Snai devono essere trasformati in contratti a tempo indeterminato e deve essere applicato il Contratto Nazionale di riferimento (TLC o Commercio).</p>
<p style="text-align: justify;">La CUB, con il supporto dei propri studi legali, è disponibile a sostenere i lavoratori per difendere i diritti messi in pericolo dal passaggio al contratto aziendale tramite iniziative di mobilitazione e di denuncia da decidere con i lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><em>Comunicato distribuito oggi 18.05.2011 contemporaneamente in tutte le sedi Festa-Snai di Roma (2) e Porcari (LU</em></span>)</p>
<h6 style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CUB_RID1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4587" title="CUB_RID" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CUB_RID1.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>Federazione lavoratori Metalmeccanici Uniti &#8211; Confederazione Unitaria di Base   (FLMUniti-CUB) * </strong><strong>Roma, Via Cavour, 101   tel. 06-4882374   fax 06-4745711  email: flmuniti@tin.it * </strong><strong>Firenze, V. Guelfa, 148/r tel./fax 055-3200938    email:  cubtlc@libero.it    <a href="http://www.cub.it/">www.cub.it</a></strong></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Festa_maggio2011.pdf">Festa_maggio2011</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>[La CGIL che non va! n.d.r.] La montagna ha partorito il topolino [Com. CUB]</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 18:52:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[FlmUniti-Cub]]></category>

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		<description><![CDATA[immagine estranea al comunicato CUB Non abbiamo commentato lo sciopero generale CGIL, consapevoli che dietro il volere dei dirigenti ci sono le aspirazioni e i sacrifici dei lavoratori che il 6 maggio hanno scioperato, ma certo non avevamo fiducia sulla volontà di lotta della CGIL. Infatti, l’11 maggio ecco il Consiglio Diritto della CGIL che partorisce il topolino, approvando il seguente documento: “La CGIL ritiene necessario smuovere questo stato di cose attraverso un accordo tra le parti sociali per lo sviluppo economico e il miglioramento sociale&#8230; In questo contesto la CGIL è interessata e disponibile a dar vita a una nuova intesa sulla struttura della contrattazione collettiva e alla contemporanea definizione di regole e diritti certi per la rappresentanza sindacale e la democrazia. I CCNL devono fissare regole universali e diritti certi per tutti i lavoratori che fanno riferimento al loro perimetro. Al fine di assicurare la capacità di aderire alle diverse situazioni le categorie, possono prevedere, nei rispettivi contratti nazionali, temi e strumenti di articolazione resi esigibili solo a fronte di accordi di secondo livello. Un modello quindi unitario e omogeneo negli obiettivi ma non identico nelle sue articolazioni di settore. Fermo restando il ruolo di regolazione generale normativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/parto_difficile.jpg"><img class="size-full wp-image-4577" title="parto_difficile" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/parto_difficile.jpg" alt="" width="500" height="362" /></a></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl id="attachment_4577" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px;">
<dd class="wp-caption-dd">immagine estranea al comunicato CUB</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo commentato lo sciopero generale CGIL, consapevoli che dietro il volere dei dirigenti ci sono le aspirazioni e i sacrifici dei lavoratori che il 6 maggio hanno scioperato, ma certo non avevamo fiducia sulla volontà di lotta della CGIL. Infatti, l’11 maggio ecco il Consiglio Diritto della CGIL che partorisce il topolino, approvando il seguente documento:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>“La CGIL ritiene necessario smuovere questo stato di cose attraverso un accordo tra le parti sociali per lo sviluppo economico e il miglioramento sociale&#8230; In questo contesto la CGIL è interessata e disponibile a dar vita a una nuova intesa sulla struttura della contrattazione collettiva e alla contemporanea definizione di regole e diritti certi per la rappresentanza sindacale e la democrazia. I CCNL devono fissare regole universali e diritti certi per tutti i lavoratori che fanno riferimento al loro perimetro.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>Al fine di assicurare la capacità di aderire alle diverse situazioni le categorie, possono prevedere, nei rispettivi contratti nazionali, temi e strumenti di articolazione resi esigibili solo a fronte di accordi di secondo livello. Un modello quindi unitario e omogeneo negli obiettivi ma non identico nelle sue articolazioni di settore.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>Fermo restando il ruolo di regolazione generale normativa ed economica del CCNL, i nuovi Contratti collettivi Nazionali dovranno essere meno prescrittivi e più propositivi di una contrattazione di secondo livello sulle reali condizioni di lavoro&#8230;&#8230;Occorre inoltre allargare l’esigibilità del secondo livello di contrattazione sia nel pubblico che nel privato, confermando ed estendendo i diversi livelli di azienda, di sito, di territorio o di filiera, garantendo l’estensione delle coperture contrattuali a tutto il lavoro disperso e frammentato attraverso l’utilizzo di tutti gli strumenti disponibili a partire da quelli già definiti nelle esperienze contrattuali delle categorie, prevedendo inoltre un ampliamento delle materie delegate dai CCNL al secondo livello anche per consolidare, valorizzare e rilanciare al massimo il ruolo negoziale delle RSU che non può essere compresso esclusivamente sulla contrattazione del premio di risultato.</em></span><br />
<span style="color: #000080;"><em> In considerazione della attuale elevata frammentazione delle imprese occorrerà inoltre prevedere attraverso il Ccnl, dove non si potesse svolgere efficacemente la contrattazione di secondo livello, un’apposita indennità sostitutiva.”</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Era uno dei cavalli di battaglia dello sciopero CGIL, la difesa del CCNL, ed ecco che la difesa del CCNL è tutto fuorché una “difesa”: “…I CCNL…possono prevedere … <strong><em>temi e strumenti di articolazione resi esigibili solo a fronte di accordi di secondo livello. Un modello quindi unitario e omogeneo negli obiettivi ma non identico nelle sue articolazioni di settore…</em></strong>I <strong><em>CCNL dovranno essere meno prescrittivi e più propositivi di una contrattazione di secondo livello sulle reali condizioni di lavoro&#8230;</em></strong>va previsto ..<strong><em>inoltre un ampliamento delle materie delegate dai CCNL al secondo livello anche per consolidare, valorizzare e rilanciare al massimo il ruolo negoziale delle RSU che non può essere compresso esclusivamente sulla contrattazione del premio di risultato”.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E siccome è evidente anche ai ciechi che in Italia la realtà è di piccole-medie aziende nelle quali difficilmente c’è contrattazione di 2° livello ecco che<strong><em> “…dove non si potesse svolgere efficacemente la contrattazione di secondo livello, un’apposita indennità sostitutiva”.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo è quello che da sempre propongono la CISL e la UIL, quello che si auspica la Confindustria, cioè un CCNL agile che fissi pochi paletti, con il 2° livello di contrattazione che tratti a tutto campo. Ed allora <strong>se l’Azienda va bene si fa contrattazione, ma dove va male (più o meno realmente) si prende in tasca&#8230; altro che “Centralità del CCNL”, siamo ad un passo da mille e mille Contratti tutti con le loro varianti e con le loro perle, in fatto di normative, orari e salari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><strong>Se la difesa del CCNL della CGIL finisce con questi salmi siamo quasi ai rosari di CISL-UIL-UGL che da tempo fanno dell’aziendalismo la difesa dei lavoratori: agli scioperanti CGIL il compito di capire dove il loro sciopero sta portando e dove va la CGIL&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Firenze, maggio 2011</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CUB_RID.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4576" title="CUB_RID" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CUB_RID.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<h6 style="text-align: center;">Confederazione Unitaria di Base (C.U.B. Toscana) <strong> <a href="http://www.cub.it/">www.cub.it</a> * </strong><strong>Firenze, V. Guelfa 148/r tel./fax 055494858 * <a href="mailto:cubtlc@libero.it">cubtlc@libero.it</a> cubsanita.firenze@libero.it</strong></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>comunicato CUB: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CUB_Post_strike_cgil_maggio2011.pdf">CUB_Post_strike_cgil_maggio2011</a></strong></p>
<p><strong>documento CGIL: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/CGIL_documento_CD_Contrattazione_11maggio2011.pdf">CGIL_documento_CD_Contrattazione_11maggio2011</a></strong></p>
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		<title>Don Seppia interrogato per cinque ore. Ancora dubbi sulla sua sieropositività [FQ]</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 18:34:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Le radici cristiane dell'Europa]]></category>
		<category><![CDATA[preti pedofili]]></category>

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		<description><![CDATA[[&#60;LE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA&#62; n.d.r.] &#160; Il legale: &#8220;Ha ridimensionato le accuse, anche sull&#8217;episodio del bacio al chierichetto&#8221;. Non comment invece sulla possibilità che il parroco di Sestri Ponente in carcere con l’accusa di abuso su minore sia affetto dal virus dell&#8217;Aids, secondo quanto ha scritto il gip nell&#8217;ordinanza d&#8217;arresto. E nell&#8217;inchiesta spunta un nuovo indagato Don Seppia “ha ridimensionato le accuse che gli vengono mosse in merito alla cessione di sostanze stupefacenti e ha ribadito di non avere mai avuto rapporti sessuali con minori”. Così Paolo Bonanni, legale del parroco di Sestri Ponente arrestato venerdì scorso con l’accusa di abuso su minore e cessione di stupefacenti, riassume l’interrogatorio di oggi pomeriggio al sacerdote. Un’audizione durata cinque ore e conclusa nel primo pomeriggio, in cui “anche l’episodio del bacio al chierichetto – aggiunge l’avvocato – è stato ampiamente ridimensionato, e non solo per le dichiarazioni di don Seppia”. E’ ancora giallo invece sulle condizioni di salute del prete. Da quanto si apprende dall’ordinanza del gip nei suoi confronti, don Seppia sarebbe sieropositivo. Proprio per questo motivo il sacerdote si troverebbe in una sezione speciale del carcere di Marassi, da cui ha chiesto di essere trasferito dopo le minacce degli altri reclusi. Non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><strong>[&lt;LE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA&gt; n.d.r.]</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000080;"><strong> </strong></span></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_4571" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/don-seppia.jpg"><img class="size-full wp-image-4571" title="don-seppia" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/don-seppia.jpg" alt="" width="400" height="499" /></a><p class="wp-caption-text">immagine estranea all&#39;articolo de &quot;Il FQ&quot;</p></div>
<p></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><em><span style="color: #800000;">Il legale: &#8220;Ha ridimensionato le accuse, anche sull&#8217;episodio del bacio al chierichetto&#8221;. Non comment invece sulla possibilità che il parroco di Sestri Ponente in carcere con l’accusa di abuso su minore sia affetto dal virus dell&#8217;Aids, secondo quanto ha scritto il gip nell&#8217;ordinanza d&#8217;arresto. E nell&#8217;inchiesta spunta un nuovo indagato</span></em></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Don</strong> <strong>Seppia </strong>“ha ridimensionato le accuse che gli vengono mosse in merito alla cessione di sostanze stupefacenti e ha ribadito di non avere mai avuto rapporti sessuali con minori”. Così <strong>Paolo Bonanni</strong>, legale del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/19/don-seppia-trova-un-bambino-di-10-annibagnasco-nulla-faceva-presagire/112330/">parroco di <strong>Sestri Ponente </strong>arrestato venerdì scorso con l’accusa di abuso su minore e cessione di stupefacenti</a>, riassume l’interrogatorio di oggi pomeriggio al sacerdote. Un’audizione durata cinque ore e conclusa nel primo pomeriggio, in cui “anche <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/17/don-seppia-gli-sms-e-le-telefonatesolo-un-gioco-erotico/111791/">l’episodio del bacio al chierichetto</a> – aggiunge l’avvocato – è stato ampiamente ridimensionato, e non solo per le dichiarazioni di don Seppia”. E’ ancora giallo invece sulle condizioni di salute del prete. Da quanto si apprende dall’ordinanza del gip nei suoi confronti, don Seppia sarebbe sieropositivo. Proprio per questo motivo il sacerdote si troverebbe in una sezione speciale del carcere di <strong>Marassi</strong>, da cui ha chiesto di essere trasferito dopo le minacce degli altri reclusi. Non è escluso che il sacerdote, sospeso dalla curia di <strong>Genova</strong>, nei prossimi giorni venga sottoposto a nuovi esami clinici. Gli inquirenti stanno cercando di appurare se il parroco abbia avuto rapporti sessuali e se questi siano stati o meno protetti. “Su questo aspetto della vicenda – ha detto Bonanni – preferisco non commentare”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_4572" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/bagnasco-con-don-riccardo-seppia-arrestato_280xFree.jpg"><img class="size-full wp-image-4572" title="bagnasco con don riccardo seppia arrestato_280xFree" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/bagnasco-con-don-riccardo-seppia-arrestato_280xFree.jpg" alt="" width="280" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">il sig. Seppia ed il sig. Bagnasco - immagine estranea all&#39;articolo</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nell’inchiesta spunta intanto un nuovo indagato. Si tratta di un ragazzo diciottenne di origini straniere, ma residente a Genova, accusato di favoreggiamento della prostituzione minorile. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane organizzava gli incontri sessuali di don Seppia e dell’ex seminarista <strong>Emanuele Alfano </strong>(anche lui arrestato), procacciando loro i ragazzini. Il nome del diciottenne sarebbe stato fatto in mattinata agli inquirenti dall’ex seminarista, che nel corso del lungo interrogatorio in carcere avrebbe fatto le prime ammissioni.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ una cosa incredibile. Mi sembrava un bravo sacerdote. Ora mi chiedo cosa sarebbe potuto succedere se mio figlio avesse dato seguito a quei contatti”. Arrivano le prime reazioni dei genitori dei ragazzi che frequentavano la parrocchia di don Seppia. Un padre ha raccontato al settimanale ‘Gente’: “Io e mia moglie non ci siamo accorti di nulla finché i carabinieri non hanno bussato alla nostra porta, dopo l’arresto”. Come lui, molti nel vicinato ammettono di aver sempre notato gli strani comportamenti del prete, ma di non aver mai sospettato di possibili attenzioni morbose nei confronti dei bambini. “Per fortuna il nostro è un ragazzo sveglio – ha aggiunto il genitore – e non ha mai risposto a quell’uomo, che insisteva via sms perché andasse a confessarsi. Ha capito da solo che c’era qualcosa di strano”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>PDF: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Don-Seppia-interrogato-per-5-ore.pdf">Don Seppia interrogato per 5 ore</a></strong></em></p>
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		<title>Arrigoni, Jewish Chronicle: “Antisemita come Hitler. Meritava di morire” [FQ]</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 18:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Editoriale choc del giornale della comunità ebraica pubblicato a Londra secondo cui Vik non era un pacifistra ma un fiancheggiatore di Hamas. E la morte di un Jew-hater, uno che odia Israele, &#8220;è sempre un motivo per festeggiare&#8221; Era un “consumato antisemita e un supporter di Hamas che odiava Israele e il popolo ebraico”, della cui morte è doveroso “gioire”. Lo afferma lo storico inglese Geoffrey Alderman in un editoriale pubblicato sul settimanale Jewish Chronicle, storica pubblicazione della comunità ebraica con sede a Londra. “Pochi avvenimenti in queste ultime settimane mi hanno dato maggiore felicità della notizia della morte del cosiddetto ‘attivista per la pace’ italiano Vittorio Arrigoni,” scrive Alderman, che non fa mistero del suo disprezzo per l’uomo diventato un simbolo della solidarietà verso i palestinesi di Gaza. Vik, come lo chiamavano i colleghi dell’organizzazione per cui lavorava, l’International Solidarity Movement (ISM), è stato rapito e assassinato da una cellula salafita di estremisti islamici – un omicidio da cui anche al-Qaeda si è dissociata, definendolo un atto compiuto da cani sciolti, legati marginalmente all’organizzazione. L’assassinio è stato dipinto dai media occidentali come un “affronto al mondo civilizzato”, scrive Alderman, che aggiunge: “La realtà è molto diversa. Arrigoni è arrivato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;"><em>Editoriale choc del giornale della comunità ebraica pubblicato a Londra secondo cui Vik non era un pacifistra ma un fiancheggiatore di Hamas. E la morte di un Jew-hater, uno che odia Israele, &#8220;è sempre un motivo per festeggiare&#8221;</em></span></h3>
<div id="attachment_4546" class="wp-caption alignleft" style="width: 305px"><a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/arrigoni1.jpg"><img class="size-full wp-image-4546" title="arrigoni" src="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/arrigoni1.jpg" alt="" width="295" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">vittorio arrigoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Era un “consumato antisemita e un supporter di <strong>Hamas</strong> che odiava <strong>Israele</strong> e il popolo ebraico”, della cui morte è doveroso “gioire”. Lo afferma lo storico inglese <strong>Geoffrey Alderman </strong>in un <a href="http://www.thejc.com/node/48886">editoriale pubblicato sul settimanale <em>Jewish Chronicle</em></a>, storica pubblicazione della comunità ebraica con sede a Londra.</p>
<p style="text-align: justify;">“Pochi avvenimenti in queste ultime settimane mi hanno dato maggiore felicità della notizia della morte del cosiddetto ‘attivista per la pace’ italiano Vittorio Arrigoni,” scrive Alderman, che non fa mistero del suo disprezzo per l’uomo diventato un simbolo della solidarietà verso i palestinesi di Gaza.</p>
<p style="text-align: justify;">Vik, come lo chiamavano i colleghi dell’organizzazione per cui lavorava, l’<strong>International Solidarity Movement</strong> (ISM), è stato rapito e assassinato da una cellula salafita di estremisti islamici – un omicidio da cui anche al-Qaeda si è dissociata, definendolo un atto compiuto da cani sciolti, legati marginalmente all’organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assassinio è stato dipinto dai media occidentali come un “affronto al mondo civilizzato”, scrive Alderman, che aggiunge: “La realtà è molto diversa. Arrigoni è arrivato a <strong>Gaza</strong> per partecipare alla violazione di un blocco navale israeliano. Come supporter di Hamas, era un consumato antisemita.”</p>
<p style="text-align: justify;">“La morte di un <em>Jew-hater</em> deve sempre essere un motivo per festeggiare,” aggiunge lo storico, affermando anche che Vik usasse <strong>Facebook</strong> per diffondere immagini e propaganda anti-ebraica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua distorta glorificazione dell’omicidio, Alderman attacca anche la stessa ISM, descrivendola come legata al terrorismo palestinese e al regime di Hamas.</p>
<p style="text-align: justify;">L’israeliana <strong>Neta Golan</strong>, tra i fondatori dell’organizzazione, ha negato ogni legame tra l’ISM e il terrorismo: “L’organizzazione appoggia la strada della resistenza popolare e nonviolenta. Lavoriamo con chiunque voglia organizzare resistenza nonviolenta, e non abbiamo una posizione sulla politica interna palestinese.”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stephen Pollard</strong>, direttore del <em>Jewish Chronicle</em>, ha commentato il controverso editoriale dicendo di “non aver alcun problema” con le opinioni espresse da Alderman. Anche Pollard rifiuta il termine <em>peace activist</em>: “[Arrigoni] era un membro dell’ISM. Questo non è attivismo per la pace, è lo zoccolo duro del terrorismo palestinese.”</p>
<p style="text-align: justify;">Le affermazioni dello storico inglese hanno suscitato indignazione tra chi ha conosciuto e lavorato al fianco di Vik.  “Alcune cose sono così sconcertanti che non meritano una risposta,” ha detto <strong>Jeff Halper</strong>, attivista israeliano che conosceva bene Arrigoni. “Vik era unico. Aveva forti opinioni ed era molto politico, ma l’idea che potesse fare distinzioni tra Ebrei e non Ebrei è ridicola.”  Parlando con una giornalista, Alderman ha successivamente rincarato la dose: “[Arrigoni] era un antisemita come Adolf Hitler. Meritava di morire. Io ho gioito per la morte di un antisemita, senza provare alcun rimorso”  Non è la prima volta che viene evocato un antisemitismo inesistente per zittire le critiche verso la politica di Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’operazione Piombo Fuso, tra il 2008 e il 2009, l’esercito israeliano bombardò Gaza utilizzando armi al fosforo bianco, proibite dalle leggi internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Amnesty International </strong>denunciò la presenza di residui di ordigni ancora fumanti, visibili ovunque. Per non inalare i fumi tossici del fosforo, i Palestinesi interravano i residui delle bombe sottoterra, dove bruciavano per settimane.  Anche allora le critiche ad Israele per il suo evidente impiego di armi vietate e di missili sui civili vennero caricate di una connotazione antisemita che non avevano.  Allo stesso modo, la retorica argomentativa utilizzata da Alderman nella sua sfuriata contro Arrigoni è semplice quanto fallace.  Vik sosteneva la causa palestinese, quindi era contro il governo israeliano, ergo contro il popolo israeliano, e dunque era un antisemita degno dei ranghi delle SS. Una <em>slippery slope</em> che dal punto di vista logico fa acqua da tutte le parti.  Un recente articolo di Alderman – che criticava una serie tv inglese in cui “non c’era nemmeno un Ebreo” – era intitolato “l’omicidio del buon senso”. Festeggiando ora la morte di Vik, il buon senso del <em>Jewish Chronicle</em> ha fatto la stessa fine.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>PDF: <a href="http://www.esternalizzati.it/wp-content/uploads/2011/05/Arrigoni-antisemita-meritava-di-morire.pdf">Arrigoni antisemita meritava di morire</a></strong></em></p>
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